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Agricoltura sociale, verso un modello di comunità più sostenibile

Agricoltura sostenibile

Nelle città europee come Londra e Berlino, gli spazi pubblici e le aree verdi comuni sono diventati luoghi per sperimentare nuovi modelli di interazione sociale, più a contatto con la natura.
In Italia si registra un crescente interesse per la vita in campagna e per l’agricoltura, e molte persone lasciano il proprio lavoro per aprire un agriturismo o un’azienda agricola. Si stanno inoltre diffondendo gli orti sociali e urbani, veri e propri modelli di cittadinanza attiva. Tramite l’agricoltura, le persone si riappropriano delle aree verdi pubbliche, e le valorizzano. La rivalutazione di questi spazi è molto importante, soprattutto nei contesti spersonalizzanti e soffocanti delle grandi città. A Roma, ad esempio, esistono più di 150 orti, gestiti da gruppi di cittadini che si prendono cura di terreni di dimensioni variabili – anche di un solo albero – dei quali hanno la diretta e totale responsabilità.

La condivisione di spazi ha una dimensione fortemente “relazionale”, che assume significati differenti in base al contesto in cui si sviluppa un progetto; ad esempio, funge da strumento di interazione tra gli abitanti di un quartiere, oppure di integrazione per immigrati e disabili. La gestione di un orto può inoltre diventare un lavoro a tempo pieno e un aiuto economico per giovani disoccupati o ex dipendenti di aziende fallite, come avviene nel progetto Agritorino (http://www.tofood.it/2014/03/15/dal-volontariato-cattolico-gli-orti-per-i-disoccupati/). A Sassari si stanno invece sviluppando alcuni progetti di orti sociali (http://www.sardegnadies.it/orti-urbani-sassari/) indirizzati agli over 65, alle persone con difficoltà di inserimento sociale, e ad alcune associazioni no profit.

L’agricoltura sociale ha spesso un valore educativo, ne sono un esempio le numerose fattorie didattiche distribuite in tutta Italia; o culturale, come avviene per l’Hortus Urbis (http://www.hortusurbis.it/), spazio verde reinventato come orto antico romano, nel quale viene tutelata la biodiversità delle specie locali. Il cibo resta comunque il protagonista indiscusso della maggior parte dei progetti sociali: è il fulcro intorno al quale ruotano le iniziative di valorizzazione dei prodotti locali, tramite i presidi slow food, e quelle di educazione alimentare nelle scuole.
Il crescente sviluppo dell’agricoltura sociale e i vantaggi che apporta alla società fanno sì che essa possa costituire un modello alternativo e più sostenibile di comunità. Gli orti urbani hanno infatti un’importante funzione motivante per le persone, e un ruolo fondamentale nel rafforzare la loro consapevolezza nei confronti del contesto ecologico e sociale in cui vivono.

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