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FARMERS MARKET: un’alimentazione più sana e sostenibile

Farmers market

 

I farmers market sono mercati nei quali non ci sono intermediari tra i produttori, i contadini, ed il consumatore.

I “mercati del contadino” costituiscono una salubre alternativa ai prodotti dell’agricoltura intensiva, spesso privi di sapore, ricchi di pesticidi e altri veleni, e sottoposti a numerose operazioni di pulizia, imballaggio e trasporto che ne intaccano la genuinità.

I farmers market promuovono un’economia della sostenibilità, e permettono al consumatore di acquistare alimenti prodotti dai contadini locali, in quanto sono basati sulla filiera corta, il cosiddetto “km zero” .

Secondo un’analisi di Coldiretti, in Italia circa 21 milioni di persone fanno la spesa nei farmers market e 7 milioni di esse sono clienti abituali.

Le motivazioni che spingono gli italiani a frequentarli sono principalmente salutistiche ed emotive piuttosto che economiche; infatti, al primo posto, a sorpresa, non c’è il risparmio, agli ultimi posti della classifica, bensì il desiderio di nutrirsi di cibi freschi e sani. Seguono l’importanza di sostenere l’economia locale ed il contatto diretto con il produttore, che arricchisce notevolmente l’esperienza della spesa.

I farmers market assumono un ruolo positivo nell’educazione alimentare di grandi e piccoli. Ad esempio, la loro presenza tende a contrastare l’alienazione e lo stress delle grandi città e l’incidenza di obesità, anche infantile, malattia estremamente diffusa in contesti “obesogenici” come quelli delle metropoli degli USA, nelle quali vi sono ampie aree cittadine che offrono solo cibi spazzatura o comunque poco salutari.

A tal proposito, è noto che il tipo di alimentazione che prediligono i bambini e i ragazzi è influenzata dalle abitudini familiari. Per supportarli verso la scelta di cibi sani, è importante coinvolgerli nella spesa, evitando gli scaffali ricchi di tentazioni insalubri come quelli dei supermercati, e prediligendo invece i mercatini di quartiere o gli eventi organizzati dai piccoli produttori della zona, alcuni dei quali ospitano degli angoli adibiti a fattorie didattiche, per far loro conoscere da dove proviene il cibo che mangiano, e la stagionalità dei prodotti agricoli.

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