IPEROMOCISTEINA: se la conosci la eviti

Omocisteina

Omocisteina

Cos’è quella disfunzione denominata iperomocisteinemia, così diffusa e così poco nota alla maggior parte delle persone? L’iperomocisteina consiste in una eccessiva concentrazione di omocisteina nel sangue. L’omocisteina è un aminoacido il cui metabolismo viene regolato, all’interno del nostro organismo, dall’azione di enzimi e vitamine come acido folico e vitamine B6 e B12; il rene è l’organo predisposto alla sua assimilazione. Una carenza di queste vitamine può fare sì che l’omocisteina si accumuli, danneggiando le pareti dei vasi sanguigni. In particolare, il suo eccesso provoca un danno vascolare, coinvolgendo sia la struttura della parte vascolare che il sistema di coagulazione del sangue.
Livelli normali di omocisteina nel sangue si attestano tra i 5 e i 15 mmol/l (micromoli per litro). I fattori che determinano elevati livelli plasmatici di omocisteina possono essere molteplici:

  • Una dieta non equilibrata, che comporta deficit vitaminico, gli eccessi di fumo, caffè e alcool. Questo aminoacido, infatti, deriva in particolare dai cibi proteici di origine animale.
  • Fattori fisiologici quali il sesso, l’invecchiamento, la riduzione della funzionalità renale e l’ipotiroidismo
  • Alcuni farmaci quali gli inibitori della pompa protonica, gli antiepilettici, gli anticoncezionali orali, i farmaci anti-Parkinson, il metotrexate. E’ infatti noto che vari farmaci impiegati nel trattamento sistemico della psoriasi possono influenzarne la prognosi a causa di vari effetti collaterali. Tra questi, è dimostrato che l’uso di metotrexate aumenta i valori di omocisteina plasmatica.

Quali i danni causati da elevati livelli di questo aminoacido? Esso influenza negativamente le funzioni del sistema nervoso, cardiovascolare ed osseo, in particolar modo attraverso un incremento della produzione di radicali liberi e lo stress ossidativo che a questo consegue. Per questa ragione l’iperomocisteinemia è considerata un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cerebro e cardiovascolari (tra cui l’arteriosclerosi e l’ipertensione arteriosa), cerebrali (è stata associata a un maggior rischio di sviluppare demenza di Alzheimer e ictus cerebrale) e per fratture ossee di natura osteoporotica.
Senza dimenticare l’emicrania: l’associazione tra emicrania e iperomocisteinemia riguarda, in particolare, l’emicrania con aura. Secondo uno studio della Griffith University del Queensland (Australia), una delle cause che possono portare a mal di testa persistenti, infatti, è la carenza di nutrienti. Può dipendere da una carenza di minerali, ma anche da una carenza di vitamine, ad esempio quelle del gruppo B.
L’iperomocisteinemia, inoltre, può determinare un’alterazione dei neurotrasmettitori con consequenziale depressione. Nella depressione si può affermare la sostanziale evidenza di una diminuzione dei folati, della vitamina B12 e di un corrispettivo aumento dell’omocisteina plasmatica. Per quanto riguarda l’associazione con il cancro, infine, quale ruolo svolge l’omocisteina in questo ambito? Il cancro è provocato da danni al DNA, e la presenza di elevati livelli di omocisteina rende il DNA più vulnerabile ai danni e non facilmente riparabile una volta danneggiato. L’omocisteina aumenta quando il tumore cresce, e diminuisce quando regredisce. Tra le forme di cancro più associate all’alta concentrazione di omocisteina troviamo il cancro al seno, al colon e la leucemia. Riducendo il livello di omocisteina, quindi, si può ridurre di un terzo il rischio di queste malattie.
Detto questo, ecco perché è importante, quando facciamo le analisi del sangue, controllare anche i livelli dell’omocisteina. In particolare, i valori dell’omocisteina sono molto importanti in caso di gravidanza, aspetto che non è adeguatamente noto, ed è sottovalutato molto spesso anche dagli stessi medici. Valori alti di omocisteina in gravidanza, infatti, sono stati associati in numerosi studi scientifici a malformazioni del feto (come la spina bifida neonatale), aborto spontaneo, gestosi, ritardo nella crescita del feto, distacco di placenta. Per contro, valori bassi di omocisteina, anche fuori dalla gravidanza, sono solo benevoli, un fattore di protezione da numerosi rischi.
Come tenere sotto controllo questo valore? E’ stato dimostrato che l’assunzione di folati e vitamine B6 e B12 è in grado di contrastare l’accumulo di omocisteina, anche in presenza di altre cause, costituendo un valido sistema preventivo. In più, è da associare una dieta che sia ricca di vitamine e antiossidanti, e povera di carne e derivati. Tra gli alimenti ad alto contenuto di folato, ricordiamo le verdure a foglia verde come lattuga, spinaci, prezzemolo, broccoli e cavolfiori, ma anche i legumi. Tra gli alimenti ad alto contenuto di vitamine del gruppo B, invece, ricordiamo lenticchie, banane, patate, avena, orzo e frutta a guscio.

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